Arrivo – E il vento fa il suo giro /colonna sonora
E un bollitore per il tè? Con il beccuccio che all’uscita del vapore si apre e si chiude come una bocca e sibila belle melodie e recita Shakespeare, o semplicemente si scompiscia dal ridere con me? Potrei inventarmi un bollitore che legge con la voce di papà, così riuscirei ad addormentarmi, o magari un intero servizio di bollitori che cantano il ritornello di Yellow Submarine, una canzone dei Beatles, che mi piacciono perchè l’etimologia è una delle mie raisons d’etre. E dei piccoli microfoni? Tipo che tutti ne inghiottiamo uno, e loro diffondono i suoni del nostro cuore grazie a piccoli altoparlanti che potremmo tenere nella tasca della salopette? Di sera andando in strada, con lo skateboard, potremmo sentire i battiti di tutti gli altri, e gli altri potrebbero sentire il nostro. La domanda assurda che mi faccio è se i cuori di tutti allora comincerebbero a battere contemporaneamente, come alle donne che vivono insieme vengono contemporaneamente le mestruazioni, che sono una cosa che conosco, anche se non ci tengo molto a conoscerle. Sarebbe davvero assurdo, a parte che il posto dell’ospedale dove nascono i bambini farebbe tin-tin come un lampadario di cristallo in una casa gallegiante, perchè i bambini non avrebbero avuto ancora il tempo di sincronizzare i battiti.
E poi: tante volte succede che uno ha bisogno di scappare via subito, ma gli uomini non hanno le ali, o comunque non ancora.
Quindi: inventare una camicia di becchime?
MOLTO FORTE, INCREDIBILMENTE VICINO – J. SAFRAN FOER
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