Archivio per Luglio 2008

Black Sheep – Dopo i conigli mannari arrivano le pecore assassine

8 Luglio, 2008
Pecore assassine

Pecore assassine

Piederentola

3 Luglio, 2008

Dedicato alle donne coi piedi grandi

CenerentolaLe scarpe, quelle me le ricordo bene. Piccoli involucri laccati di vernice rosa chiaro. Tacco di legno duro, non alto, rivestito di una patina lucida. Un grosso fiocco di raso di una tonalità più scuro, incollato alla buona sulla punta, rotonda. Di meglio non avremmo potuto fare. Certo, non potevamo immaginare che di quello sforzo di rovista-rovista, cuci-cuci e tagliuzza-tagliuzza scampoli di casa, avanzi di vestiti e tende e cianfrusaglie, la Signora Fatina ne faceva poi tutto un luccichio e un bagliore. E che la vernice diveniva cristallo, la polpa arancione diveniva cocchio, le tende sagomate divenivano stoffe lucenti, sete, pizzi, velluti, e tutto quello che tutti sanno già.

Ma qualcosa, anche i più ben informati, credo io, la ignorano. E io sono qui per dirvela.

Sull’inizio di questa strana storia che c’era una volta tutti vi dicono, io confermo tutto. Che Cerentola era senza dubbio la più bella, e che quando arrivò la prima volta in questa casa grande e scura, la madrina trasalì. Ci vedeva lontano la donnaccia e aveva ragione a temere. In realtà c’era ben poco da veder lontano. Quegli scorfanetti di Genoveffa e Anastasia, brutte pure a tre anni, contro ogni legge di natura che vuole i bambini tutti belli, avrebbero rischiato in ogni caso di rimaner zitelle, da grandi, anche senza una tanto evidente concorrenza. Ma un conto è temere una consistente probabilità e un conto è avere nella stanza accanto, che dorme beata, miss pelle di pesca, miss piedini piccoli, miss occhioni lucenti, miss vitino di vespa, miss sorriso smagliante, miss meraviglia anche con uno straccetto addosso e la cenere nei capelli, altrimenti biondissimi. Tutte cose che la madrina, avvezza al brutto in casa, scongiurava con vigore. Tutte cose, che le povere e tonte sorellastre, in realtà, subodoravano appena come pericolose cause della loro eterna zitellagine. Perché poi, anche questo va chiarito, Anastasia e Genoveffa, non erano crudeli. E’ che i loro piedi, giganti pagnotte informi, callose rotondità senza pace, non avevano mai trovato dimora in piccole e aggraziate scarpine. E dovevano sempre rifugiarsi altrove. Un altrove spesso goffo e poco promettente. E se dai piedi si capisce qualcosa - io che di piedi me ne intendo, perchè ne ho visti a centinaia – vi dico che quel che restava delle sorellastre era come i piedi: senza nessuna possibilità di sistemazione.

(continua…)